CASERTA. Il 30% dei fioristi della provincia di Caserta chiudera’ bottega nel 2021. E non solo per colpa dell’emergenza Covid. E’ il dato lanciato da Federfiori Confcommercio al termine di un anno che ha fatto registrare nel Casertano perdite di fatturato superiori all’80%.
Senza ristori e in assenza di eventi, il comparto e’ destinato a crollare. “E’ vero che i negozi di fiori e piante non hanno subito limitazioni di orario e sono regolarmente aperti – fa notare Pasquale Sostini, presidente provinciale di Federfiori Caserta – ma sono stati privati del loro principale indotto (cerimonie, eventi, feste, manifestazioni, fiere, convegni), che da solo incideva nella misura dell’80%”.
Aggiunge: “Impossibile sopravvivere soltanto con la vendita da banco, peraltro diminuita rispetto al passato a seguito di una forte contrazione, e al contempo far fronte anche al pagamento di tasse, canoni di locazione e spese fisse che sono invece rimaste invariate. Il Governo aveva garantito dei ristori per il comparto che tuttavia fino ad ora non sono stati inseriti in nessun decreto. Non ne comprendiamo i motivi, considerato che stiamo subendo gli stessi danni e le stesse perdite di altre attivita’ commerciali. E in ogni caso non si intravedono spiragli prima della prossima primavera. Difficilmente infatti il settore florovivaistico potra’ ripartire se non ripartira’ la filiera del wedding e delle cerimonie. Una forte discriminazione e’ stata poi operata ai danni delle nuove attivita’, quelle avviate all’inizio del 2020, che sono state escluse persino dai bonus concessi durante il primo lockdown”.
“Noi puntiamo tantissimo sul comparto florovivaistico – sottolinea Lucio Sindaco, presidente provinciale di Confcommercio Caserta – prima dell’emergenza Covid avevamo infatti avviato la programmazione di una serie di iniziative che oltre ai fioristi avrebbero coinvolto anche produttori internazionali, che avevano gia’ dato la loro piena disponibilita’ a collaborare per un rilancio del settore. La diffusione del virus ci ha costretto a sospendere tutto ma speriamo nel 2021 di poter rimettere sul tavolo i vari progetti. Nel frattempo auspichiamo un intervento deciso del Governo affinche’ metta fine ad una grave ingiustizia che sta penalizzando questo settore, peraltro altamente specialistico, come e piu’ degli altri”.