Giornata contro la violenza sulle donne. Mattarella: un’emergenza pubblica

Si celebra oggi, in tutto il mondo, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La ricorrenza, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione n. 54/134 del 17 dicembre 1999, ha come scopo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne e di spingere ad agire per il cambiamento.

La scelta di questa data non fu casuale. Il 25 novembre 1960, esattamente sessant’anni fa, infatti, tre giovani sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal furono assassinate perché impegnate nella lotta contro la dittatura e quindi considerate “ribelli” al regime di Rafael Leónidas Trujillo a Santo Domingo (Repubblica Domenicana).

Le sorelle Mirabal, mentre si stavano recando a far visita ai loro mariti in carcere, furono picchiate e uccise e i loro corpi furono rimessi nel veicolo in cui stavano viaggiando. Il veicolo fu poi fatto scivolare in un dirupo per simulare un incindente stradale.

Ma per l’opinione pubblica fu chiaro che si trattava di un assassinio.

Proprio in memoria di questo triste episodio, la data del 25 novembre è divenuta una giornata dedicata alla prevenzione e alla lotta contro un atteggiamento di prevaricazione fisica ma anche psicologica che troppo spesso genera atti di inaccettabile violenza.

È un momento per riflettere sulle azioni da mettere ancora in campo per evitare lo stupro, la violenza fisica e morale contro le donne e il femminicidio che ancora oggi fa numeri spaventosi.

 

Porre fine alla violenza contro le donne è una lotta che non riguarda solo le donne stesse ma riguarda tutti.

Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, molti eventi legati a questa giornata si sono svolti via web. Nonostante la pandemia, quindi, non sono mancate le discussioni sul tema.

Inoltre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato:

«La ricorrenza di oggi induce a riflettere su un fenomeno che purtroppo non smette di essere un’emergenza pubblica.

Le notizie di violenze contro le donne occupano ancora troppo spesso le nostre cronache, offrendo l’immagine di una società dove il rispetto per la donna non fa parte dell’agire quotidiano delle persone, del linguaggio privato e pubblico, dei rapporti interpersonali.

La violenza di genere non si esprime solo con l’aggressione fisica, ma include le vessazioni psicologiche, i ricatti economici, le minacce, le varie forme di violenza sessuale, le persecuzioni e può sfociare finanche nel femminicidio.

Alla base di tutte queste forme di violenza vi è l’idea dissennata e inaccettabile che il rapporto tra uomini e donne non debba essere basato su di un reciproco riconoscimento di parità.

In questo momento drammatico per il nostro Paese e per il mondo intero le donne sono state particolarmente colpite.

La pandemia ha accresciuto il rischio di violenza che spesso ha luogo proprio tra le mura domestiche: si è purtroppo assistito, durante il periodo di lockdown, ad un drammatico aumento della violenza contro le donne che vede tragicamente, a volte, coinvolti anche minori.

Le istituzioni hanno raccolto il grido di allarme lanciato dalle stesse donne e dalle associazioni che da decenni sono impegnate per estirpare quella che è, ancora in troppe situazioni, una radicata concezione tesa a disconoscere la libertà delle donne e la loro capacità di affermazione.

Per questo resta fondamentale, per le donne che si sentono minacciate, rivolgersi a chi può offrire un supporto e prevenire la degenerazione della convivenza in violenza.

Spezzare la catena della violenza contro le donne significa contrastare ogni forma di sopraffazione, di imposizione e di abuso.

In una società democratica le donne non devono avere più paura di subire violenza, in casa, sul lavoro, in tutti i luoghi e i contesti in cui ritengano di realizzare la propria personalità».

 

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