Da stasera scatta il “lockdown light”: le misure e le regioni a rischio chiusura

 

NAZIONALE. Scatterà stasera quello che gli esperti hanno già ribattezzato il “lockdown light”. La sera ci sarà coprifuoco in tutta Italia ma tre regioni rischiano di fatto già domani la chiusura totale con l’apertura dei soli servizi essenziali. Si tratta di Lombardia, Piemonte e Calabria: non c’è solo l’Rt a penalizzare queste regioni alle quali potrebbe aggiungersi anche la Puglia e la provincia di Bolzano.

 

Resterebbe al momento fuori la Campania inserita nel girone arancione, con restrizioni maggiori rispetto al Dcpm ma meno gravi rispetto alle regioni rosse. Stesso discorso probabilmente anche per Sicilia e Liguria. Il lockdown locale alla quale saranno sottoposte le regioni “rosse” durerà almeno tre settimane. Dopo questo periodo, in assenza di risultati soddisfacenti nel calo dei contagi, potrebbe essere prorogato il provvedimento per un’altra settimana.

 

Lockdown light

 

“Non credo nelle segregazioni, da noi non e’ praticabile. Io credo che vadano fortemente responsabilizzate le persone over 60. Credo che le persone vadano educate, allertate e rese consapevoli. I figli farebbero bene a ricordarsi che i nonni sono a rischio e non possono fare da baby sitter ai nipoti”. Cosi’ Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute (Pd) poco fa su Rai Radio1 all’interno di Radio anch’io condotto da Giorgio Zanchini.

 

Poi sul nuovo Dpcm: “Si’, entro stasera, arrivera’ il Dpcm, nelle prossime ore. È abbastanza complicato, cercare di fare una misura sartoriale basata su zone e’ uno sforzo grandissimo che stiamo facendo. Il tentativo e’ quello di non paralizzare il paese, voglio che sia chiaro. Non sara’ un lockdown rigido, sara’ simile al modello tedesco, un lockdown light. Quello che e’ davvero rilevante di questo Dpcm e’ che vorremmo lasciarci alle spalle questa discussione su chiudere non chiudere. È bene che d’ora in poi i cittadini sappiamo che se ci sono alcuni criteri e che se alcuni livelli verranno superati, allora si prenderanno provvedimenti. In merito alle parole di Crisanti, io spero e credo di non vivere in un pese dove i presidenti di Regione truccano i dati. Voglio credere che nessuno arrivi a questo”.

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