Liberi tutti i fratelli del boss Zagaria, scatta l’allarme: “Dal 41bis alle telefonate e alle chat”

 

 

Casapesenna. L’allarme lo aveva già lanciato Giovanni Zara, avvocato ed ex sindaco di Casapesenna, che denunciò il suo predecessore ed il boss Michele Zagaria per violenza privata con l’aggravante mafiosa.

 

Con la discussa liberazione di Pasquale Zagaria infatti tutti i fratelli dell’ex primula rossa catturata nel dicembre 2011 sono liberi. Prima ancora di Bin Laden, infatti, era stato scarcerato Antonio Zagaria ma per fine pena: ha finito infatti di scontare una condanna definitiva a 8 anni per estorsioni e camorra. Pasquale, invece, è stato liberato per gravi motivi di salute.

 

“Una decisione del genere – ha commentato Zara nei giorni scorsi e’ come un ‘liberi tutti’, da’ la sensazione che lo Stato stia cedendo qualcosa, anche se ci troviamo di fronte ad un emergenza sanitaria grave come quella del Covid-19 e di un malato di tumore come Pasquale Zagaria; la verita’ e’ che finora Zagaria e’ stato sempre curato in carcere, bastava dunque trasferirlo in strutture carcerarie del continente che hanno a disposizione reparti ospedalieri, visto che in Sardegna e’ tutto destinato al Coronavirus. Che senso ha mettere Pasquale Zagaria ai domiciliari, dove non potra’ avere le cure da ospedale di cui necessiterebbe, peraltro in una zona cosi’ in prima linea sul fronte dei malati e dei decessi come Brescia? Qualcuno ha sbagliato in tutta questa storia”.

 

“Ma cio’ che piu’ preoccupa e’ il futuro prossimo di un clan, quello dei Casalesi, ormai scompaginato da arresti e pentimenti, e che “ora si ritrova un pezzo da novanta libero. Pasquale Zagaria non e’ solo il fratello di Michele – ricorda Zara – come molti media vanno dicendo, ma e’ il rappresentante piu’ importante dell’ala imprenditoriale del Casalesi. E’ grazie a lui che il clan e’ riuscito ad infiltrarsi nei lavori della Tav e in tutti i piu’ grandi appalti italiani”.

 

Zagaria, che dal 41bis non poteva avere contatti con il mondo esterno, ora “potra’ avere accesso al telefonino, ad internet, parlare con i fratelli Carmine e Antonio e con le sorelle, tutti liberi dopo un periodo di detenzione; sappiamo che ogni componente della famiglia Zagaria ha un ruolo nel clan”.

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