Strage sui binari, si allarga inchiesta: indagati salgono a 18

CAPUA. Si allarga il numero degli indagati per l’inchiesta sul deragliamento del treno vicino a Lodi in cui sono morti due macchinisti, Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo (originario di Capua ma residente a Pioltello).

 

La procura di Lodi accusa infatti di disastro ferroviario, omicidio e lesioni – tutti reati a titolo colposo – 11 persone, di cui 6 dipendenti di Alstom Ferroviaria e 5 di Rfi. Lo apprende l’AGI da fonti vicine all’inchiesta.

 

Ecco chi sono gli indagati: coinvolte due società

«Nell’ambito dell’inchiesta abbiamo altri indagati». Lo ha detto stasera il procuratore della Repubblica di Lodi in riferimento all’incidente del Frecciarossa 1000 che il 6 febbraio scorso è deragliato a Ospedaletto Lodigiano provocando la morte di due macchinisti e il ferimento di altre 31 persone. «Gli indagati sono in parte dipendenti della società che gestisce la rete ferroviaria e in parte di quella che risulta aver prodotto il pezzo risultato, all’apparenza, difettoso» ha spiegato il procuratore Domenico Chiaro. I nuovi indagati sono 12, ed è ora iscritta nel registro degli indagati anche l’azienda Alstom e non solo l’ad, ovvero la società che ha prodotto l’attuatore numero 5, quello avrebbe fatto deragliare il convoglio. A oggi, quindi, per il deragliamento del treno risultano indagate 18 persone e due società.

 

«Le nuove iscrizioni – ha detto Chiaro all’Ansa – sono conseguenza degli accertamenti svolti, a ritmo serrato, negli ultimi giorni con grande impegno di questa procura e dei rispettivi consulenti di parte di tutte le persone nei confronti delle quali sono allo stato ipotizzabili eventuali responsabilità». Dopo il primo sopralluogo dei consulenti del 12 febbraio scorso, gli accertamenti sul posto erano stati sospesi per ragioni di sicurezza connesse alle operazioni di rimozione del convoglio e al ripristino dei luoghi oggetto del dissequestro parziale.

 

«Gli accertamenti dei consulenti incaricati – ha spiegato il procuratore – continueranno, salvo imprevisti di natura tecnica, fino al massimo domenica, in modo tale da rendere possibile, già in serata, il dissequestro totale dell’area e la conseguente piena ripresa della circolazione ferroviaria. Ciò consentirà di far cessare il gravoso impegno della polizia ferroviaria che sta garantendo la sorveglianza a vista del punto zero dell’incidente». Così la Procura di Lodi, ha detto Chiaro, «ritiene di aver coniugato nel miglior modo possibile le esigenze di celerità connesse all’utilizzo dell’infrastruttura di importanza vitale per il Paese con quelle imposte dalle esigenze di un puntuale accertamento delle responsabilità che sia anche rispettoso delle garanzie difensive». Alstom, nei giorni scorsi, aveva sottolineato che «l’installazione e la manutenzione degli scambi viene effettuata dal cliente finale», mentre Rfi ha più volte confermato «di essere in fiduciosa attesa dell’esito delle indagini».

 

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