TUTTI I NOMI. Colpi milionari, trovato zainetto con una fortuna in denaro

L’AGGIORNAMENTO

AVERSA/ACERRA/CASALNUOVO. All’atto delle perquisizioni infatti sono stati trovati nella base logistica di Pomigliano d’Arco altri mezzi pronti per essere utilizzati. Singolare, come spiegano gli agenti della Mobile e i carabinieri di Castello di Cisterna, e’ stato il comportamento di due degli indagati quando sono arrivati sul posto. Uno di loro ha tentato di disfarsi di uno zaino buttandolo dal balcone. All’interno dello zaino c’erano decine di migliaia di euro.

 

Un altro invece ha tentato di disfarsi di un Rolex d’oro che erano una delle cassette di sicurezza che erano riusciti a portare via ad Aversa. Un bottino pesante, quello portato via il 22 novembre, 90 cassette di sicurezza con all’interno lingotti d’oro, preziosi di alto valore e circa 400 mila euro in contanti. La cassaforte con le cassette di sicurezza cosi’ come il contenuto non sono stati ancora trovati. “Prova – dice il procuratore – di come la banda se ne sia liberata subito e ci sia una rete di ricettazione”. Trovati anche due jammer usati per disturbare le frequenze e trasmettitori che usavano per comunicare tra loro durante i colpi. Inoltre, gli investigatori hanno scoperto una ‘fabbrica’ di targhe false a Casoria dove la banda di riforniva.

 

“Ci troviamo di fronte ad una banda fatta di tante altre persone – dice Greco – che erano solite interscambiarsi tra di loro anche a seconda del colpo da eseguire. Altri soggetti sono in corso di identificazione”. Colpiti da custodia cautelare Giuseppe Perna, 50 anni residente a Casalnuovo, Giuseppe La Barbera 40 anni, Casalnuovo; Michele Gallinaro 56 anni Caivano; Francesco Tondi 46 anni di Pomigliano e il fratello Paolo 45; Alfredo Botta 54 anni di Casoria; Giovanni Borrelli 43 anni di Casoria, Gerardo Migliaro 46 anni di Nocera Inferiore

 

IL PRIMO LANCIO

 

Aversa/Acerra/Afragola. All’esito di articolate e complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, e stata data esecuzione ad ordinanza della custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 persone – di eta compresa tra i 39 e 55 anni – per i reati, contestati a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio nonchè rapina aggravata, furto aggravato, ricettazione e riciclaggio. Gil indagati erano stati destinatari di un decreto di fermo, emesso in data 28.1.2020 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, eseguito da personale della Squadra Mobile della Questura di Napoli e di Caserta, unitamente a personale del Commissariato PS di Aversa ed ai carabinieri della Sezione Operativa/Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna, che hanno condotto le indagini.

 

Le attivita investigative hanno avuto origine in seguito ad un tentativo di furto aggravato, commesso lo scorso 22 ottobre in danno di una filiale dell’istituto di credito Unicredit ubicata ad Afragola, allorquando un gruppo composto da 4 persone, alto stato non ancora identificate, col volto travisato da passamontagna – dopo avere bloccato le vie di accesso all’istituto di credito con un autobus e un’autovettura – facevano uso di un autocarro munito di braccio-gru idraulico per abbattere la parete dell’istituto bancario ed impadronirsi della cassa di uno sportello bancomat. Solo il pronto intervento di una guardia giurata – che riusciva ad allertare le forze dell’ordine, consentendo il loro arrivo – faceva desistere il gruppo che si dileguava a bordo di un’autovettura.

 

Le attività investigative svolte con I’ausilio delle intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, congiuntamente all’acquisizione delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario a carico degli indagati che, in relazione ai rispettivi ruoli, sono ritenuti secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP – autori dei seguenti fatti delittuosi:

 

1) rapina in danno della filiale Unicredit ubicata in Aversa alla P.zza Vittorio Emanuele, commessa in data 22 novembre 2019, nel corso della quale sei degli otto indagati – dopo aver tranciato i cavi delle linee telefoniche della zona e bloccato le vie di accesso all’Istituto di credito con diversi mezzi pesanti – facendo uso di una gru, riuscivano ad infrangere Ia vetrata blindata della banca e ad asportare I’armadio blindato contenente le cassette di sicurezza al cui interno vi erano denaro contante e oggetti preziosi per alcuni milioni di euro;

2) furto aggravato ai danni della filiale del Banco di Credito Popolare di corso Italia ad Acerra commesso lo scorso 19 settembre nel corso del quale facendo uso di un camion munito di gru venne asportato lo sportello bancomat con 30mila euro.

 

 

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati gioielli, orologi oltre a ricetrasmittenti e jammer. La sede logistica del gruppo era in un deposito di Pomigliano.

 

 

 

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