Al PalArti di Capodrise in scena Tony P. e la decadenza dell’Italia anni Ottanta

CAPODRISE. L’inferno e il purgatorio di un uomo bandito dal paradiso. Un uomo che sublima l’insofferenza in analisi antropologica, che non sopporta «la felicità, i vecchi, i giovani, le mattonelle di seconda scelta» e mille altre cose. Torna il teatro-camera al Palazzo delle Arti di Capodrise: il 18 gennaio, alle 18:30, andrà in scena “Tra me e il mondo c’è una patina di equivoci”, un dramma in tre quadri “sagomato” da Raffaele Patti e da Luciano Restivo sul personaggio di Tony P., cantante confidenziale metafora umana di un’Italia decadente tra la fine degli anni Settanta e lo sbocciare degli Ottanta, anni visti marcire dagli occhi di Napoli.

 

 

 

Dichiarato omaggio a Tony Pagoda, protagonista del romanzo-culto di Paolo Sorrentino “Hanno tutti ragione”, l’atto unico sarà interpretato dallo stesso  Patti, che ne cura anche la regia, e da Cecilia Scatola, Massimiliano Ferraro, Lorenzo de Gennaro e Paolo Nicolella. Le musiche originali sono di Massimiliano Ferraro. «Tony è un vulcano in eruzione – dichiara il regista –, un filosofo della sottocultura, sarcastico, dissacrante, profondo; abita una vita eccessiva e mediocre, lussuosa ma povera. Ha un’opinione, crudele, su tutto e su tutti. I suoi concerti in giro per il mondo, le prostitute e le amanti occasionali, l’incontro con Frank Sinatra, gli esordi, il grande amore della gioventù, le amicizie con i camorristi, la schiavitù della cocaina: sarà il girotondo monotono di stati umorali altalenanti a fargli capire che qualcosa è cambiato. E allora via – rivela Patti –, un taglio netto». Soprattutto con sé stesso. Con i soldi dei diritti d’autore che il suo manager gli manda, Tony fugge in Brasile; lì è in compagnia di centinaia di scarafaggi che non riesce a uccidere e di un oscuro connazionale a conoscenza di molti dei misteri della nostra Prima Repubblica. Dopo vent’anni oltreoceano, cederà ad un’offerta irrinunciabile che gli spalancherà le porte di una terza vita, ancora in Italia. Un’Italia che stenterà a riconoscere. L’evento è promosso dal Comune di Capodrise, Assessorato alla Cultura, e co-finanziato dal POC Campania 2014/2020 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura. Programma regionale di eventi e iniziative promozionali”. Ingresso gratuito. Info: 324 558 3137.

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