“Ciccio ‘e Brezza” parla al processo: “Pentito perchè voglio cambiare vita”. Poi svela gli stipendi

Capua/Grazzanise. E’ di sicuro un pentimento che sta facendo molto rumore quello dell’imprenditore Francesco Zagaria. “Ciccio ‘e Brezza” questa mattina è ricomparso in video collegamento, al processo sulle estorsioni nel Basso Volturno. L’imprenditore ha esordito spiegando di aver scelto la strada della collaborazione con la giustizia per “cambiare vita”.

Zagaria ha confermato la sua partecipazione come specchiettista all’omicidio di Sebastiano Caterino per il quale è sotto processo: si è poi soffermato sull’organizzazione del clan dicendo di aver elargito lo stipendio alla moglie di Mezzero. Già a settembre aveva dichiarato al pm Giordano di aver pagato tra mille e i duemila euro al mese: lo stipendio veniva elargito su volontà diretta di Michele Zagaria per il sostentamento della famiglia. Quella somma veniva prelevata dagli incassi del settore del videogiochi e delle slot. Dopo l’escussione di Zagaria il processo è stato aggiornato a fine novembre.

I sette imputati, ritenuti dall’Antimafia vicini o addirittura fiancheggiatori di Zagaria, hanno scelto di essere processo col rito abbreviato: si Salvatore Buonpane, Salvatore Carlino, Giovanni Fulco, Domenico Farina, Carolina Palazzo, Giuseppe Garofalo e Paolo Gravante. Soltanto “Ciccio ‘e Brezza”, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso, aveva scelto il rito ordinario già prima di passare dalla parte dello Stato.

Garofalo e Buonpane, invece, sono accusati insieme a Zagaria di estorsione aggravata dal metodo mafioso; Gravante, Carlino e Fulco di riciclaggio; Palazzo di ricettazione; Farina di intestazione fittizia e riciclaggio. Nel collegio difensivo gli avvocati Mario Mangazzo, Angelo Raucci e Paolo Caterino.

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