Marcianise. Mancava all’appello solo il pennarello indelebile di qualche sconsiderato per contribuire a esacerbare gli animi in vista della Festa del Crocifisso che dovrebbe cominciare questa settimana. Il condizionale è ancora d’obbligo perchè a 4 giorni dall’inizio dell’evento più atteso dai marcianisani non c’è un programma e anche molti beninformati brancolano nel buio. Questa mattina sono stati avvistati i primi operai intenti a installare le luminarie, ma non è solo sulle strade che si dovrà far luce.
Nella serata di ieri infatti una scritta è apparsa sui muri di via Marchesiello, stradina che prima ospitava la caserma dei carabinieri. Il destinatario è don Paolo Dello Stritto, sacerdote del Duomo e organizzatore col Comitato dei festeggiamenti: “Il parroco con un comitato di m….. ha rovinato la festa”. Questa la frase vergata dal pennarello di una mano ignota.
Una amarezza ulteriore che si somma a quella di tanti marcianisani che ancora attendono di conoscere cosa accadrà, oltre alla celebrazione delle funzioni religiose. Di certo si sa che il comitato unico preconizzato fino a qualche settimana fa non si è creato. Dopo le accuse degli anni scorsi, lo stesso sindaco Velardi ha voluto tenere un profilo basso sulla vicenda pur evidenziando qualche giorno fa la situazione di stallo che si è creata: “Il Comune ha deciso di fare un ulteriore passo indietro e di non impicciarsi di nulla che riguardasse la cassa. La cifra deliberata in bilancio dal Comune per la festa è di 15mila euro, abbiamo deciso di consegnarla al comitato messo su dal parroco don Paolo dello Stritto e che autonomamente è andato in giro per la questua in questi mesi chiedendo ai marcianisani un obolo per i solenni festeggiamenti. Sarà il parroco e il comitato da lui ispirato ad organizzare la festa quest’anno: sono certo che sapranno fare molto bene e sapranno tenere viva una tradizione che fa parte della storia della città.”
Un passo indietro che sarebbe stato fatto da Velardi allo scopo di evitare che le frizioni tra il Comune e il comitato di don Paolo facessero saltare le celebrazioni anche se al momento le certezze sono ancora poche.