“Schiaffo? Cacciai tutti dallo studio. Quei due li conosco da medico”. Ecco tutto l’interrogatorio di Antropoli

L’aggiornamento

Capua. É durato quasi tre ore l’interrogatorio dell’ex sindaco di Capua e chirurgo del Cardarelli, Carmine Antropoli, arrestato lunedì scorso con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Alla presenza del gip Fabio Provvisier, dei sostituti della Dda Maurizio Giordano e Sandro D’Alessio e dei suoi legali Mauro Iodice e Angelo Raucci, Antropoli ha respinto la ricostruzione accusatoria secondo cui sarebbe lui, come scrive il gip nell’ordinanza di arresto, “il referente politico-istituzionale del clan dei casalesi sul territorio di Capua”.

 

L’ex sindaco e coordinatore provinciale di Forza Italia, ha spiegato di aver conosciuto Francesco Zagaria, l’imprenditore finito in carcere perché ritenuto organico al clan guidato dal boss Michele Zagaria, per “questioni legate al mio lavoro di medico-chirurgo”; “con Zagaria ho avuto contatti sporadici, e non sapevo chi fosse e chi rappresentasse”.

 

Antropoli ha poi raccontato l’incontro avvenuto nel suo studio il 3 maggio 2016 quando si dovevano preparare le liste per le successive comunali in cui egli non si candidò come sindaco (aveva già fatto due mandati). Per gli inquirenti l’imprenditore Zagaria in quella occasione avrebbe schiaffeggiato un aspirante candidato consigliere intimandogli di non presentarsi perché i voti dovevano confluire sui candidati Ricci e Taglialatela (entrambi indagati). Antropoli ha ammesso che Zagaria, quell’unica volta presente all’incontro politico, “schiaffeggiò il candidato perché gli animi erano caldi”, ma a quel punto lui “cacciò tutti via dallo studio”.

 

Il medico ha spiegato che gli fu chiesto di impegnarsi di più per le Comunali anche in un incontro successivo del 17 maggio, ma che lui non volle accettare la sollecitazione. “Ho fatto due mandati, amministrate voi la città”. Sugli incontri con l’altro esponente del clan Martino Mezzero, vicino agli Schiavone, Antropoli ha riferito che “Mezzero vive a 70 metri da casa mia, l’ho conosciuto sempre per il mio lavoro di medico e gli ho anche salvato la vita una volta. E’ sempre fuori al bar e mi saluta”. Sugli appalti comunali che per la Dda sarebbero finiti alle aziende riconducibili a Zagaria, Antropoli ha affermato che “il Comune di Capua ha aderito alla stazione unica appaltante e che gli aspetti tecnici delle gare non li ho mai curati”.

 

Infine il medico del Cardarelli, a precisa domanda dei pm, ha spiegato di non conoscere il giovane imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto vicino al clan, già coinvolto in altre inchieste in cui sono finiti ex amministratori della città di Santa Maria Capua Vetere. La difesa di Antropoli sta valutando se presentare ricorso al Tribunale del Riesame.

 

Il primo lancio

Capua. Un lungo interrogatorio per ricostruire la vicenda nei dettagli e chiarire i punti chiave. Per quasi tre ore l’ex sindaco di Capua Carmine Antropoli ha risposto oggi alle domande del gip Provvisier, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, seguito all’arresto di lunedì.

 

L’ex primo cittadino si è difeso dalle accuse mosse dalla Dda di Napoli fornendo la propria versione dei fatti anche in merito all’ormai arcinoto incontro nello studio medico di Sant’Angelo in Formis, terminato con lo schiaffo di Francesco Zagaria a Giuseppe Di Lillo, che secondo i pm sarebbe stato così convinto a non candidarsi alla carica di consigliere comunale. Un gesto che sorprese lo stesso Antropoli come peraltro già emerso nel corso delle indagini (nell’ordinanza sono presenti diverse intercettazioni) e ribadito nell’interrogatorio di oggi.

 

Davanti al gip è sfilato anche l’altro indagato ristretto in carcere, Francesco Zagaria che ha negato che quell’atto sia stato fatto con premeditazione ma conseguenza spiacevole della discussione. Per quanto riguarda l’accusa più grave, quella di omicidio, “Ciccio ‘e Brezza” ha negato di aver fatto parte del commando che uccise Sebastiano Caterino e Umberto De Falco, confutando le ricostruzioni dei pentiti. A rappresentare Zagaria l’avvocato Nicola Leone, mentre Antropoli è difeso da Mauro Iodice e Angelo Raucci.

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