Giorno della Memoria: il Convitto di Maddaloni ricorda le vittime della Shoah

MADDALONI. Commemorare a scuola le vittime della Shoah nella Giornata della Memoria è quanto mai importante, a patto che non ci si limiti a diffondere la conoscenza del fatto che quelle atrocità abbiano avuto luogo. Ricordare ciò che è stato deve servire a far riflettere i ragazzi sul messaggio e sull’ insegnamento che è necessario trarne e a considerare come, nella società contemporanea, certi comportamenti “grigi” esistano anche al di fuori di situazioni estreme. Perché l’insegnamento della Shoah diventi una significativa occasione pedagogica, occorre lavorare per far sviluppare gli anticorpi necessari a riconoscere e combattere le nuove manifestazioni di discriminazione, sopraffazione, razzismo, omofobia. Ai giovani è utile insegnare a cogliere con prontezza tutti i segnali di allarme e di pericolo che possono mettere a rischio lo sviluppo della vita civile e democratica e il rispetto dei fondamentali diritti umani.

 

Per queste ragioni il Liceo Classico e Classico Europeo di Maddaloni, guidato dalla rettrice del Convitto “G. Bruno”, prof.ssa Maria Pirozzi, ha organizzato per oggi 28 gennaio un focus sul tema dell’indifferenza rispetto alle discriminazioni razziali, che trae spunto dal libro “Contro Verso”,  scritto dal prof. Vincenzo De Lucia.

 

 

 

L’autore ha raccolto le storie di uomini e donne che, come dice nella prefazione, “avrebbero potuto godere gli agi della vita, i successi, i riconoscimenti nelle loro professioni, ma di fronte alla barbarie hanno rifiutato di andare a favore della corrente e hanno deciso, ognuno a proprio modo, con le proprie ansie e debolezze, di andare contro verso”. Tedeschi che si opposero al disumano, che, quando la dittatura tolse al popolo la responsabilità dei propri sentimenti antisemiti e li impose addirittura, con gli annessi vantaggi della distribuzione dei beni sequestrati, dei posti di lavoro che si liberavano a favore dei tedeschi puri, decisero di stare da un’altra parte, aiutando i vicini ebrei, non iscrivendosi al partito nazista, organizzando piccole o grandi azioni di resistenza.

 

 

A parlarne coi ragazzi nella Sala Settembrini del Convitto “G. Bruno”, oltre al prof. De Lucia, insegnate di tedesco ed esperto della cultura germanica, e alla rettrice, ci sarà la dottoressa Eliana Riva di SpringEdizioni. Modererà l’incontro il prof. Alfredo Omaggio, docente di Storia e Filosofia del Liceo Classico di Maddaloni.

“Nelle parole di chi è sopravvissuto alle persecuzioni ed ai campi di concentramento nazista abbiamo spesso ritrovato il legame tra memoria e impegno contro l’indifferenza, per cui operare un parallelo storico tra la situazione attuale e quella del Novecento non ci pare così azzardato. Riteniamo che non significhi affatto negare le profonde differenze tra le due tragedie, ma che sia un nostro dovere proporre ai ragazzi una lettura diacronica degli eventi storici, per consentire loro di imparare ad identificare i segni premonitori di future tragedie, l’originarsi del pregiudizio e il suo diffondersi. La storia ci insegna che certi atteggiamenti, sempre presenti nella società, peggiorano nei momenti di crisi economica e che il pregiudizio si nutre di insicurezza. La sfida è far comprendere, per dirla con Bauman, come si possa vivere in pace non malgrado le differenze, bensì grazie a esse”. Così la prof.ssa Clementina Carfora, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico di Maddaloni e referente per i rapporti con il territorio del Convitto, ha annunciato l’evento di lunedì prossimo.

 

Il tema dell’indifferenza guiderà il dibattito, partendo dalla considerazione che nella Germania nazista, ammesso pure che non circolassero informazioni precise sul destino degli ebrei, chiunque, guardandosi attorno, avrebbe potuto cogliere le sofferenze che quelle persone stavano patendo.  Gli indifferenti avrebbero potuto fare qualcosa, ma non vollero farla, scelsero di girarsi dall’altra parte: solo apparentemente essi non hanno responsabilità nello sterminio.

 

 

Il Liceo Classico e Classico Europeo “G. Bruno” non è nuovo a queste iniziative, che, lungi dall’essere episodi estemporanei, sono collegate a percorsi curricolari di cittadinanza attiva, volti a far acquisire una adeguata autonomia intellettuale nella lettura degli avvenimenti passati e presenti e a promuovere e sostenere la convivenza democratica, la coesione sociale e l’integrazione nel rispetto delle diversità.

 

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