IL QUADRO COMPLETO. Nomi, città, misure e altri indagati.

Caserta. Sessantasette persone arrestate, con cinque organizzazioni dedite allo spaccio di droga, cocaina e crack soprattutto, smantellate in tre province campane, Caserta, Napoli e Avellino: sono i numeri della maxioperazione “White Stone” realizzata dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta con il coordinamento della Dda di Napoli (sostituto Luigi Landolfi e aggiunto Luigi Frunzio).

Il Gip del tribunale napoletano che ha emesso i provvedimenti ha disposto il carcere per 58 indagati, i domiciliari per altri nove; cinque persone sono tuttora ricercate. Le indagini sono partite da Santa Maria Capua Vetere dopo lo smantellamento, avvenuto nel 2013, dei due clan camorristici locali, i Fava e i Del Gaudio, che gestivano lo spaccio. I carabinieri hanno controllato i movimenti dei sospetti risalendo ai fornitori, attivi nell’area vesuviana, e poi agli altri sodalizi criminali dediti allo spaccio soprattutto di cocaina e crack.

Il provvedimento cautelare recepisce gli esiti di una complessa attività di indagine, condotta tra i mesi di febbraio 2015 e maggio 2017,  in merito alla riorganizzazione della gestione delle piazze di spaccio nel comune di Santa Maria Capua Vetere e nelle aree limitrofe (comuni di San Tammaro, Curti, Casapulla, San Prisco e Macerata Campania) conseguente alla disarticolazione del gruppo Fava avvenuta nell’anno 2013.

Gli spunti offerti dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e le ulteriori attività investigative, consistite in attività tecniche di intercettazioni, telefoniche ed ambientali, captazione di immagini attraverso telecamere spia, servizi di OCP e riscontri, hanno consentito di confermare l’ipotesi degli inquirenti in ordine al fatto che l’attività di spaccio del tipo cocaina e crack, lungi dal fermarsi, si articolasse in nuove e più articolate forme, con la diffusione di vere e proprie piazze di spaccio nel comune sammaritano che si approvvigionavano dello stupefacente nella provincia di Napoli.

L’approfondimento delle fonti di approvvigionamento, in particolare della cocaina, ha consentito di appurare che analogo sistema delle piazze di spaccio era presente anche in diversi contesti territoriali delle province di Napoli e Avellino, con molteplici soggetti a cui erano affidate, attraverso una suddivisione particolareggiata dei ruoli, le funzioni di acquisto, gestione e spaccio dello stupefacente.

In particolare, l’estensione dei mezzi investigativi su un numero sempre maggiore di soggetti ha consentito di isolare quattro ulteriori strutture associative ex art. 74 d.P.R. 309/90 finalizzate alla commissione di analoghi delitti. Ovvero:

 

–  un gruppo attivo nell’area nord-ovest della provincia di Napoli (Comune di Giugliano in Campania);

–   un gruppo operativo nell’area nolana e in quella della confinante provincia di Avellino (Comuni di Nola, Cimitile, Camposano, Roccarainola e Avella);

–   un gruppo localizzato nei quartieri napoletani di Scampia, Secondigliano e Capodichino.

Nelle dinamiche criminali ricostruite vi è anche l’episodio di una spedizione punitiva progettata ai danni di uno degli indagati, ritenuto responsabile, dagli altri sodali, della sottrazione di una cospicua partita di stupefacente. L’atto ritorsivo, minuziosamente pianificato quanto a modalità e mezzi (armi da fuoco), non si è, poi, concretizzato solo grazie all’intercessione di esponenti di spicco del clan “Vollaro”, operante nell’area vesuviana.

L’esperienza criminale degli indagati, alcuni dei quali annoverano precedenti specifici, ha fatto si che sviluppassero vari metodi per eludere le indagini e le intercettazioni, tra cui l’utilizzo di linguaggio in codice per camuffare il contenuto delle conversazioni (utilizzando termini quali “aperitivo”, “pastiera”, “sfogliatelle”, “arance”, “grappa barricata”, “festa bianca”, “apparecchiare la tavola”, “preparare il presepe”, “gas soporifero”, “bianchetto”, “calzare le scarpe ai bambini” per avanzare richieste di stupefacente, espressioni quali “10 euro di nafta”, “marca da bollo da 10 euro”, “serie A”, “il camino è buono”, “fratello grosso”, “quanti invitati siete”, “portare il verde”, per indicare, invece, la qualità e le quantità richieste di stupefacente) e l’attribuzione di nomignoli per impedire l’identificazione dei colloquianti (“la Signora”, “il Polacco”, “O’ Viking”, “O’ Leone”, “il Messicano”, “il Killer”, “Diablo”, “Pistola”, “Bastone”, “il Geometra” e “O’ Gnu” ).

I luoghi individuati per le attività di spaccio c.d. “al minuto” erano le principali piazze del comune di Santa Maria Capua Vetere, l’area adiacente una chiesa nel comune di San Prisco, la villa comunale del comune di San Tammaro, lo spazio antistante una scuola del comune di Marigliano e diversi circoli ricreativi e sale giochi dell’area vesuviana.

Nel corso dell’attività sono già stati eseguiti 6 arresti in flagranza di reato, deferiti in stato di libertà 9 persone, segnalati ai competenti Uffici Territoriali del Governo diversi acquirenti quali assuntori,   nonché recuperate numerose dosi di droga di diversa fattispecie.

Il GIP, condividendo l’impianto accusatorio dell’A.G. inquirente, ha disposto per 60 indagati la custodia cautelare in carcere, mentre per altri 12 è stata individuata la misura degli arresti domiciliari. Gli irreperibili sono cinque, gli indagati a piede libero 4.

TUTTI GLI INDAGATI

CARCERE (58)
Alise Agostino 1974 Marigliano
Altobelli Luca 1987 Acerra
Ambra Antonietta 1983 Pomigliano
Ambra Giuseppe 1984 Somma Vesuviana
Auriemma Sandro 1989 Marigliano
Bianco Francesco 1988 Casal di Principe
Bosone Fabio 1992 San Tammaro
Buonpane Oreste 1996 San Tammaro
Buonpane Oreste 1988 Santa Maria Capua Vetere
Capolongo Felice 1986 Camposano
Caramiello Antonio 1966 Macerata Campania
Cecere Cesare 1990 San Tammaro
D’Alessio Mario 1990 Castel Volturno
D’Auria Lorenzo 1973 Brusciano
De Falco Giuseppe 1984 Castello di Cisterna
De Masi Mario 1991 Napoli
De Masi Salvatore 1965 Napoli
De Vattimo Biagio 1984 Camposano
Di Nardo Pasquale 1982 Calvizzano
Di Palma Vincenzo 1976 Santa Maria Capua Vetere
Falco Bartolomeo 1965 Tufino
Foniciello Claudia 1977 Casapulla
Formisano Angelo 1988 Ercolano
Gabriele Armando 1987 San Tammaro
Gabriele Michele 1987 San Tammaro
Galluccio Patrizia 1968 Napoli
Giglio Carmine 1991 Giugliano
Giglio Carmine 1981 Giugliano

Giordano Domenico 1979 Sant’Anastasia
Grimaldi Alessandro 1982 Castel Volturno
Guadagno Gavino 1991 Camposano
Lansoli Osvaldo 1976 Mariglianella
Maietta Irene 1986 Roccarainola
Manzi Antonietta 1991 Marigliano
Manzi Valentina 1995 Marigliano
Marino Paolo 1972 Casapulla
Menna Felice 1975 Tufino
Palermo Fabio 1984 San Vitaliano
Papale Vincenzo 1987 Santa Maria Capua Vetere
Pastore Rosalba 1968 Napoli
Pietronigro Roberto 1968 Macerata Campania
Pitirollo Andrea 1986 Napoli
Pitirollo Giuseppe 1978 Napoli
Rea Roberto 1988 Marigliano
Romano Raffaele 1968 Santa Maria Capua Vetere
Ruotolo Margherita 1973 Brusciano
Scotto Fabio 1971 Giugliano
Somma Giovanni 1977 Acerra
Somma Eduardo 1982 Castello di Cisterna
Taglialatela Giovanni 1989 Marigliano
Tedesco Giovanni 1974 Santa Maria Capua Vetere
Tiglio Bruna 1981 Santa Maria Capua Vetere
Tramontano Antonio 1974 Brusciano
Vastano Giuseppe 1981 Santa Maria Capua Vetere
Venturini Vincenzo 1985 Giugliano
Vertaglio Giovanni 1982 Marigliano
Visconti Ciro 1957 Napoli
Vita Riccardo 1974 Montefalcione (Av)

ARRESTI DOMICILIARI (9)
Buonocore Emilia 1969 Napoli
Caiazzo Anna 1971 Castello di Cisterna
Caporaso Angelo 1994 Camposano
Diodato Maria Carmina 1983 Maddaloni
Fasano Giuseppe 1979 Napoli
Rega Simona 1993 Mariglianella
Scannapieco Francesca 1985 Castel Volturno
Stellato Fabiola 1994 Santa Maria Capua Vetere
Visconti Fausto 1979 San Prisco

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