
Caserta. Le organizzazioni sindacali FIOM-CGIL, FIM-CISL e UILM-UIL di Caserta lanciano un nuovo allarme sulla vicenda della Firema Trasporti S.p.A., denunciando il perdurare di una situazione che, a loro giudizio, non è più sostenibile. A sedici anni dall’apertura della procedura di amministrazione straordinaria, centinaia di ex lavoratori attendono ancora il pagamento delle somme loro spettanti.
Secondo quanto evidenziato nella nota congiunta, il Commissario Straordinario ha già predisposto un piano di riparto parziale delle risorse disponibili, per un valore superiore ai 5,5 milioni di euro. Inoltre, i reclami presentati nel corso della procedura sarebbero stati definiti, lasciando presumere che non vi fossero più ostacoli all’avvio dei pagamenti.
Nonostante ciò, la procedura risulta ancora ferma. I sindacati spiegano che il blocco sarebbe legato alla mancata conclusione degli adempimenti necessari alla nomina del Giudice Delegato, figura chiamata a rendere esecutivo il piano di riparto e a consentire così l’erogazione delle somme ai creditori.
Per FIOM, FIM e UILM le conseguenze di questa situazione sono particolarmente pesanti. Oltre 500 ex dipendenti attendono da sedici anni il riconoscimento di crediti maturati durante il rapporto di lavoro. Molti vivono condizioni economiche difficili, mentre altri sono deceduti prima di poter vedere conclusa la vicenda. In questi casi, ad attendere i pagamenti sono oggi gli eredi.
Le organizzazioni sindacali sottolineano come, dopo un percorso giudiziario così lungo e dopo il superamento delle questioni processuali, non sia accettabile che tutto resti bloccato per motivi di carattere organizzativo. Una situazione che, evidenziano, incide direttamente sui diritti dei lavoratori e delle loro famiglie.
Per questo motivo FIOM-CGIL, FIM-CISL e UILM-UIL di Caserta rivolgono un appello alle istituzioni competenti affinché venga individuata con la massima rapidità una soluzione in grado di sbloccare la procedura e consentire l’immediata erogazione delle somme spettanti.
Per i sindacati non si tratta soltanto di un passaggio amministrativo, ma di una questione di giustizia e di rispetto della dignità del lavoro. Le tre sigle assicurano infine che continueranno a seguire da vicino la vicenda, promuovendo ogni iniziativa sindacale e istituzionale utile affinché i lavoratori possano finalmente ottenere quanto atteso da oltre sedici anni.

